Croniche del DEI

Prima parte

Seconda parte

1990

All'inizio del 1990, in qualche ordine non specificato, successero i seguenti fatti. Il BBS si spostò su deipd1 ad opera di Damiano. Sembra che Matteo abbia ricompilato il software delle news, ma la fonte non è certa. Dotazione di disco: 140Mb.

Arrivò un collegamento TCP/IP con il centro di calcolo, che soppiantò il feed delle news via modem da Genova. 64 Kbps con Bologna (ma non tutti per IP: c'era anche DECNET), e 48 Kbps in uscita per tutta Italia.

Aveva fatto quasi tutto Damiano, con l'assistenza di Matteo Frigo.

Luca scrisse un programma di controllo del tempo di connessione sul modem (quello che non veniva più usato per le news), che avvisava gentilmente che erano passati 20 minuti (a meno di diversa impostazione per alcuni utenti) e ne dava un altro paio per chiudere; scaduti i due minuti, buttava fuori, meno gentilmente. Gestiva pure una "exception list" di utenti privilegiati non soggetti al "buttafuori" (indovinare chi)...

Più o meno in questo periodo Damiano aveva messo su il log dei tempi di collegamento. Saint e Marco (pontil) erano a buon diritto nella top ten con oltre 4000 ore. Athena era irraggiungibile con oltre 10000

Il tutto venne tolto quando si scoprì che per salire in classifica alcuni (tra loro anche quello smanettone di Red, mi pare) si misero a fare false connessioni notturne usando at...

L'arrivo di mmzz creò un po' di confusione. Matteo lo avevo conosciuto un po' di tempo prima, perché tutti e due avevano un Atari ST, e si trovavano ogni tanto a sparare cazzate. In quel tempo, la politica era che solo studenti del DEI potevano usare il BBS, essenzialmente perché del BBS non importava niente a nessun altro. Tuttavia, mmzz era studente di statistica. Dopo un po' di discussioni sulle news sulla proposta di Matteo di ammettere mmzz, Damiano e Bombi stabiliscono la regola che tutti gli studenti dell'università di Padova possono usare il BBS. Questa è la vera origine della regola che è rimasta fino al 1996/97.

L'apertura al pubblico, a questo punto, era solo questione di tempo: con la scusa, infatti, che il tutto era gestito da studenti, si erano già infiltrati alcuni esterni al DEI, sia per partecipare a qualche progetto di sviluppo o per imparare qualcosa in più rispetto ai corsi (era questa la motivazione principale ed ufficiale dell'esistenza del BBS), sia perché si trattava dell'unico sistema di tutta Padova (ed uno dei primi in assoluto in Italia) da cui gli studenti potessero accedere alle risorse di Internet, allora essenzialmente e-mail, talk e Usenet, più vari siti FTP o sessioni interattive di ricerca in alcune biblioteche americane.

A più o meno questo periodo dovrebbe risalire l'iscrizione al BBS di Valerio Pulese (valerio), che allora aveva per login xyz.

Matteo e mmzz avevano acquistato Minix per Atari ST da Prentice-Hall?. La licenza d'uso consentiva di farne tre copie, e quindi eravano a posto con la legge (Minix/ST era infinitamente superiore a Minix/8086). Usavano il collegamento TCP da deipd1 a ipdunivx (centro di calcolo) per farsi spedire patches di Minix. ipdunivx poteva scambiare e-mail (via DECNET), e c'era un account pubblico per gli studenti di ingegneria, con login ELETT071. Scrissero anche ad Andy Tanenbaum chiedendo i sorgenti del compilatore C di Minix. Soprendentemente, Tanenbaum rispose, ma voleva $1,000, per cui non se ne fece niente.

Sempre in quel tempo, Damiano installò un modem su deipd1 (numero di telefono 666057). 1200 bps, niente error correction etc. Era un modem fetidissimo, un Dataconsyst (una delle fonti si augura sia fallita la ditta). Era un pre-hayes ed aveva un set di comandi tutto suo (niente a che vedere con ATM0L0DT666057).

Verso febbraio 1990, su proposta di Damiano, un gruppo di 4 persone scrisse il dei-talk. (Non tutte le macchine avevano il talk del BSD 4.2, ed il dei era troppo isolato per poter scaricare i sorgenti usando ftp).

Luca aveva già scritto un talk (per i 3B2, probabilmente: l'Olivetti doveva avere già il talk), che però funzionava solo in locale (in compenso supportava un po' di "abbellimenti" a video: grassetto, sottolineato, inverso, ...). Vista la completezza delle librerie C di allora (poll() ? select() ? Che roba era ?), e vista l'enorme quantità di documentazione disponibile (delle fetide fotocopie del Rochkind erano un vero e proprio tesoro...) doveva fare un po' di giochi per non consumare troppa CPU con l'I/O non-blocking, e proprio quest'ultimo nascondeva un bug (= cattiva programmazione dovuta a scarsa conoscenza) su cui incappò Bombi (eh, sì...) e che lo preoccupò un tantino (il bug faceva sì che all'uscita dal talk ci si trovasse anche in logout... sembrava, quindi, un tipico Denial-of-Service). Poi jake capì il segreto del non-blocking I/O ("rimetti tutto a posto prima di uscire"), e tutti vissero felici e contenti...

I 4 del dei-talk erano: jake (user interface), athena (daemon), damiano (supervisione generale, ed era l'unico che sapesse qualcosa di programmazione di rete), e roto (client). (Alcuni sostengono che il quarto fosse pran). Stefano Campadello (campa) collaborava dall'esterno postando una news ogni tanto dicendo "bravi". Il talk fu scritto ed installato nel giro di un paio di settimane.

Roto scrisse la user interface e ha ancora degli incubi a pensare a quella fetentissima implementazione di curses, con più bugs che features. Quel talk aveva alcune features interessanti, non presenti in quello BSD standard. Si potevano utilizzare stili diversi per evidenziare brani di testo (reverse, blinking, underlined...) e altre cosucce.

Dopo non molto, Matteo trovò un security bug nel daemon che aveva scritto, che fu una rivelazione, giacché non si era mai posto prima problemi di security. Il problema era che il daemon di talk accettava un pacchetto contenente utente e tty, e scriveva un messaggio sulla tty senza accertarsi che la tty fosse davvero un file scrivibile in /dev. Uno poteva eseguire talk athena ../etc/passwd e creare casini. La regola che tutti gli studenti dell'Università di Padova avevano diritto ad un account ebbe come effetto l'arrivo delle donne, verso febbraio/marzo 1990. A quel tempo c'erano pochissime donne ad ingegneria, e quelle che c'erano si guardavano bene dal partecipare alla comunità del BBS. Fu così che il talk divenne il programma più popolare della storia. La prima ad arrivare (o a farsi notare) fu Grazia Vocale (selene@deipd1), da Psicologia, la quale aveva un fratello a Berkeley e voleva tenersi in contatto. (Nel frattempo, ipdunivx era diventato mail exchanger per deipd1 e potevamo spedire posta direttamente.) Si trascinò dietro Orietta Balbo (atteiro@deipd1, notare la furbizia del nome di login: la tradizione orale riporta che fu perdonata solo perché era una ragazza). Più tardi arrivarono anche altre psicologhe.

A quel tempo, tutti spendevano discrete quantità di tempo a talkare tra di loro e con queste psicologhe. Paolo, che era uno spirito anarchico, o forse jake (nel qual caso era colpevole di un chmod 666 un po' sportivo) decise di scriversi il suo talk che usava una pipe in /tmp come meccanismo di comunicazione, invece che un socket UDP. Lo usò per un po', finché non gli fu fatto notare che era facilissimo leggersi la sua pipe usando cat.

Verso aprile 1990 (forse), Damiano si assenta per una settimana per andare in Inghilterra (Damiano andò poi a studiare all'Università del Kent a Canterbury, UKC). Quando il gatto non c'è, i topi ballano. In qualità di netnews, su consiglio probabilmente di Gian Uberto Lauri (saint), Matteo crea il gruppo deipd.gossip, il cui scopo era di pubblicare pettegolezzi sulla quantità di tempo spesa da tutti gli altri a talkare con queste fanciulle. Le regole del gruppo erano precise.

Caso base dell'induzione: athena accetta di essere sputtanato per primo. Risponde Enrico Giordani (nembo), e poi uno alla volta tutti gli altri.

Nel giro di due giorni, era diventato impossibile per chiunque entrare in laboratorio senza guardarsi in giro con sospetto. Il deipd.gossip durò solo tre giorni. Rese praticamente impossibile usare le macchine.

Nel giugno 1990, Damiano decide ufficialmente di andare in Inghilterra, e Bombi gli proibisce di continuare a perdere tempo con il BBS invece di studiare. ... e jake mollò un po' tutto o non si sarebbe più laureato...

Matteo diventa root. Damiano aveva investito parecchio tempo nell'installare uno programma chiamato BIND/named, che doveva servire a fare da server dei nomi delle macchine. Infatti, Internet stava per arrivare dopo l'estate, ma nessuno lo sapeva al di fuori di Damiano (e forse Luca).

Ma prima di narrare l'arrivo di Internet, un altro fatto fondamentale accadde durante l'estate. Matteo e Damiano andarono un giorno al mare a Lignano, a trovare delle biologhe che Damiano aveva conosciuto in mensa: Sabrina, Patrizia e Laura.

Alla fine dell'estate 1990, fu creata una linea TCP/IP tra il centro di calcolo (ipdunivx) e il CINECA di Bologna, che era connesso in Internet.

Nel frattempo, Bombi concesse deipd5 (LSX 3020) ad uso BBS. Damiano aveva già installato in anticipo il nameserver e sendmail, ed aveva preso accordi con Antonio Blasco Bonito a Pisa per implementare la più grande porcata della storia. Bonito era il responsabile del dominio .it.

Blasco era notoriamente introvabile e Damiano per l'occasione scrisse uno scriptino in shell di nome dceb (dove c... è Blasco), che passava il tempo a fingerare il suddetto...

Era chiaro che il centro di calcolo avrebbe impiegato almeno sei mesi prima di configurare il software di internet correttamente, e noi non volevamo aspettare un minuto dopo l'arrivo di internet. Secondo il centro di calcolo, noi eravamo deipd1.unipd.it. La porcata consisteva nel creare il dominio dei.unipd.it prima che unipd.it esistesse ufficialmente.

Tecnicamente, bastava rendere il name server di .it (gestito da Bonito) secondary nameserver di dei.unipd.it. Un host esterno che cerca di trovare l'indirizzo di *.dei.unipd.it interroga prima di tutto il name server di .it. Siccome trova direttamente la risposta, non prova ad interrogare il server (non esistente) di unipd.it. Bisognava cambiare tutti i nomi delle macchine. Il renaming fu il seguente:

I nuovi nomi non piacquero a nessuno. La protesta fu ignorata da Matteo e Damiano. Proteste del centro di calcolo che si lamentava di essere stato tagliato fuori furono lo stesso ignorate (sono citate un paio di telefonate calde). Per inciso, la profezia dei sei mesi per avere una configurazione decente fu più che vera. Le fonti ritengono che ancora qualche anno fa il CCA non aveva una configurazione decente.

Un sacco di tempo fu speso da Matteo e Damiano nel rendere tutti i programmi all'altezza di internet. dei-talk fu abbandonato in favore di BSD talk. telnet, ftp e soci furono ricompilati da zero. Idem per sendmail. Ricompilato non ha lo stesso significato di oggi: a quei tempi c'era da perdere una settimana ad adattare programmi di BSD al sistema operativo dell'LSX 3020. Il sistema operativo (scritto da Olivetti) si chiamava X/OS ed era una brutta copia di SunOS 3. (Il kernel conteneva stringhe di copyright di Sun, che evidentemente Olivetti si era dimenticata di togliere.) Insomma, era un lavoraccio. L'implementazione di TCP dell'X/OS conteneva un bug fatale. Il TTL (time to live) dei pacchetti era fissato a 16. Ciò significa che un pacchetto può saltare al più 16 gateway prima di essere considerato vecchio e distrutto (Internet non avrà mai più di 16 gateway, avrà forse pensato qualche furbone di Olivetti.) In sostanza, alessia.dei.unipd.it riusciva ad arrivare fino al MIT, ma non a Berkeley. Matteo disassemblò l'implementazione di TCP/IP del kernel di X/OS, ed incrementò il TTL a 64. In conclusione, per lungo tempo il dominio dei.unipd.it fu servito (alla perfezione) da un kernel taroccato, con un name server ed un mailer taroccato, e senza che il dominio padre unipd.it esistesse.

Non collocate temporalmente, si ha comunque notizia di altre due HP, cristina e renata. Erano entrambe due 68030 con HP-UX 8.0, cristina a 64 colori e renata in B/W (forse diskless e client dell'altra, o forse montava solo le home e i programmi in comune); quella a colori fu poi promossa a 68040. E' incerto quale delle due fosse cristina e quale renata. Su quella a colori fu finalmente possibile vedere (per la prima volta) le foto a colori.

Difatti:

Telefono: Driinnn.... Marco: Sì ? Beppe: Marco, Marco, ... sono Beppe, spegni tutto, c'e` tua mamma,

Marco: ma dai, non raccontare ba//e... Beppe: sta prendendo ora l'ascensore, per carità, spegni tutto,

Mamma di Marco (entrando dalla porta del laboratorio di Moro): ciao Marco Marco: ZAPPPP..... (e per un attimo si intravide ...)

Damiano mise immediatamente mano ad un programma per disegnare i frattali di Mandelbrot, all'epoca hot-stuff, mentre Luca si dilettava con la human interface, che altro non era che il beep di sistema (musichette varie uscivano da quel povero altoparlante da 1000 Lire).

La tradizione orale sostiene che il primo news-server sia stato alessia. L'LSX3020 è stata anche l'ultima macchina dell'epoca de "un laboratorio, un computer" ad essere rimpiazzata dal cluster centralizzato. Il baco più bello che ha manifestato è stato un match di "." con la wildcard "*". Dopo l'ennesima chiamata all'assistenza HW, ci si ritrova con la partizione /usr piena di roba da cancellare. Ecco la storia del baco:

#cd /usr  #rm -rf *  #cd .. can't find ..  #cd .. can't find ..  #cd /  #ls  #ls  # 

Il risultato del baco è stato un tale crash della macchina che non è riuscita nemmeno a partire da nastro. Dopo un power down (e alcune ore di angoscia pensando al fatto che si doveva spiegare di aver nuked tutto), la macchina riparte tranqilla tranquilla facendo un FSCK nemmeno drammatico.

1991

Matteo restò root del BBS fino alla primavera del 1991, finché non entrò in tesi. Damiano era andato a UKC, sembra.

L'arrivo delle prime sparc (le odierne SLC del BBS + paola (server), lina, tina e nora) liberarono sabrina per il BBS, mentre il 3b2 400 venne radiato dal servizio. Al suo posto passò l'LSX con nuovo nome e IP.

In questo periodo dovrebbero essere arrivate anche anna e arianna e le news passano su anna.

Nell'autunno del 1991 Matteo fu assunto dal DEI come system manager del cluster di Sun che era arrivato durante l'estate 1991 (paola.dei.unipd.it + 12 workstation diskless). La sua assunzione fu quella che aprì la tradizione di assumere studenti come system manager del DEI. Si pervenne ad un accordo dopo lunghe trattative con il DEI, che doveva aggirare difficoltà burocratiche infinite per poter dare soldi ad uno studente. Da parte sua, Matteo aveva messo in chiaro che non avrebbe mosso un dito senza adeguato compenso. Prima della sua assunzione, il cluster era in uno stato di sfascio completo. Poi, per opera di Gianfranco Bilardi e Ruggero Frezza, si giunse ad un accordo tra Matteo ed il DEI e Matteo rientrò in carica (nel dicembre 1991) come system manager del DEI. Fu allora che si aprì la distinzione tra il servizio di calcolo dipartimentale, ed il BBS degli studenti. Fino ad allora, il BBS era l'unico strumento di calcolo funzionante al DEI. (C'era anche un VAX 750, ma difficilmente si può dire che il VMS funzioni. Le fonti riportano che distruggere personalmente quell'osso di computer fu una delle più grandi soddisfazioni della vita di Matteo.)

Terza parte

Gianozia Orientale: DscPinguinoIJCroniche2 (last edited 2009-05-27 15:34:41 by localhost)