Croniche del DEI

Ho raccolto qua e là un po' di informazioni sulla storia del DEI e ne è venuto fuori quanto segue.

Le mie fonti sono state:

Purtroppo le "fonti" sono discordanti e piuttosto incasinate, ho fatto del mio meglio per sbrogliare il tutto, ma non so quanto ci sono riuscita.

Io non le cito nel testo, ma se qualcuno riconosce qualche sua frase in quello che è scritto sotto ha perfettamente ragione, più di qualche volta ho solo cambiato le forme verbali. ;-)

Serviranno (e si auspicano) correzioni e precisazioni. Inoltre mi sa che mancano un sacco di cose: in particolare sembra che nel 1992 non sia successo nulla e ci sono dei buchi. Per non parlare della genealogia dei 3b2.

Se qualcuno ha voglia e tempo di leggere e scrivere ...

Due note.

Ancora grazie.

Prima parte

Prima del 1986

Leggenda vuole che la storia cominci con uno scambio di ospitalità che Damiano Bolla (damiano), nell'85 o '86, fece con uno studente americano, tal Eric. Dopo un po' di tempo i genitori di Damiano ricevono una telefonata dal Dip. di Matematica, chiedendo di Damiano: era successo che Eric aveva inviato un messaggio via e-mail ad un bel po' di persone a Padova (via BITNET) chiedendo informazioni su come contattare un certo Damiano Bolla, studente di Ingegneria. Visto il caso particolare, a Damiano venne concesso un account sul VAX del CCA (o forse di Matematica) per l'uso della posta elettronica.

Ma purtroppo sembra che la leggenda non sia vera ...

Prima del 1986 c'era solo un vetusto Nova usato per Calcolatori Elettronici: il bootstrap si faceva impostando un banco di interruttori sul pannello centrale, la RAM era di ben 512 byte, a nuclei di ferrite.

1986

Damiano prese subito gusto alla novità (le fonti riportano anche l'invidia di Luca Polo (jake)), mentre allo stesso tempo arrivava la prima macchina UNIX, un AT&T 3B2.

La storia dei 3B2 risulta piuttosto incerta.

Una prima versione dice che esistesse uno (o forse due) 3B2/200, con 2 MB di RAM e 100 MB di dischi, posto nel "sottoscala Q", sostituito in circa un anno dai 3B2/300, coi quali viene realizzata la prima rete locale del DEI (con protocollo 3BNET).

La seconda versione parla direttamente dell'arrivo di un 3B2/300, con 2 MB di RAM e 70 MB di disco, potenza di un 286, ma già 32 bit, seguito l'anno dopo da un secondo e poi ancora (non si sa bene quando) da due 3B2/400; dotazioni hardware simili. Le fonti propendono per quest'ultima versione.

Di sicuro, per i primi due/tre mesi i terminali erano *cinque* VT100 compatibili della IGS; a dicembre o gennaio arrivò anche il sesto. In questo periodo jake era stato escluso dai turni di laboratorio in quanto non avevo ancora dato Elab. Autom. delle Inform. 1 (orale passato una settimana *dopo* l'assegnazione dei turni...).

La potenza di calcolo era strepitosa: ci si accorgeva di avere sbagliato il primo carattere della riga di comando solo dopo aver digitato almeno 50 caratteri alla cieca, grazie all'echo velocissimo (si lascia immaginare il primo impatto con "vi"...).

I nomi che giravano erano ancora ieeupda e ieeupdb (Ist. di Elettronica ed Elettrotecnica, Univ. di PaDova?, ecc.), poi modificati in deipd1, deipd2, deipd3, ecc. quando ci fu il passaggio a Dipartimento.

Quasi sicuramente nel corso del 1987 l'elenco era il seguente:

Essendo che di ieeupda si perdono le tracce, può essere che fosse questo il fantomatico 3b2/200.

Le sessioni erano un continuo esercizio di pazienza Zen: l'eco dei caratteri sul video a volte ritardava di oltre 30 secondi. Si lascia all'immaginazione cosa fosse la compilazione.

("Attenzione devo compilare". "noooooooooooooo!")

1987

Luca e Damiano (inzialmente assieme anche a Renzo Pellizzari, che però poi prese un'altra strada) cominciarono a farsi notare dal prof. Bombi, il quale, per loro (e nostra) fortuna decise di utilizzarli a fin di bene, anziche' spedirli davanti al Magnifico (non che fossero così cattivi, ma si divertivamo a zompettare nel sistema, creando qualche preoccupazione a Bombi).

Iniziarono con il mettere mano a varie utility di gestione e a fare qualche esperimento.

Con cosa non è ben chiaro. Di sicuro si sa che di (almeno) due 3B2 ne fu fatto uno solo: la tradizione orale riporta di Paolo Cavalletto impegnato a spostare RAM come stesse trapiantando una cornea, ma le fonti scritte non sono proprio convinte. Secondo jake, Bombi aveva lo sguardo vagamente preoccupato quando li vedeva concentrati in tali operazioni...

Una versione riporta che si trattava di un 3B2/200 e non riporta chi fu il donatore di pezzi.

La seconda versione riporta che i primi esperimenti furono fatti su uno dei 3b2/300 in disuso, cannibalizzando il secondo, e arrivando così a ben 140 MB di disco e 4 MB di RAM.

Come poi potessero sopravvivere ancora nel 1988 due 3B2/300 (deipd3 e deipd4) non è dato saperlo. Tanto più che le fonti dicono fossero 3b2/400 ...

Fatto sta che questo era il primo vagito del futuro BBS.

Arrivano anche le prime news, via modem a 1200 bps, da Genova: telefonata ogni notte per il feed (per un costo stimato di 14 ML/anno):

La proposta di usare una delle macchine in disuso per questi primi esperimenti di connessioni a Usenet (e successivamente ad Internet) partì da Damiano, ormai in piena assuefazione da e-mail.

A questo punto le croniche raccontano di uno studente di EAI2 che intasò /var/spool mail spedendo ad ogni utente del dipartimento una e-mail riguardante la giovanile della squadra di football di Padova. Ovviamente si parla dei Saints.

Il giorno dopo quando il Prof. Bombi minacciosissimo ammonì di non mandare più lettere riguardanti il calcio americano, lo studente indossava una vistosissima maglia da gioco.

Già a quell'epoca il BBS era dotato di un programma iscrivi, scritto a quattro mani da Luca e Damiano e fu forse questo il primo incarico ufficiale dato dal prof. Bombi.

La versione precedente era il frutto di una tesi di laurea di non-si-sa-più-chi, interamente in Bourne shell; per evitare accessi concorrenti a /etc/passwd, usava un sistema di lock basato su file, che portava allo stallo totale del processo e del relativo terminale quando c'era un picco di iscrizioni. Luca e Damiano lavorarono per due giorni a capire il come ed il perché e a metterci una pezza.

Riusciti nell'impresa, andarono da Bombi e lo incontrarono in ascensore; lui li salutò con un "Ah, ecco qua i due marpioni! Non riuscite a mettere a posto l'iscrivi, eh?", e loro in coro "No, abbiamo risolto tutto!!". E il loro destino fu segnato. Altri sostengono che dopo n anni aveva ancora dei bug.

Damiano e Luca passavano il tempo a congelarsi nella "0 Kelvin Room", come chiamammo da allora la sala macchine (oggi è l'ufficio dell'ineffabile Paolo Cavalletto).

In pieno luglio e agosto li si poteva trovare a girare per il DEI con la felpa (ma nei corridoi e negli uffici non c'era l'aria condizionata).

La rete c'era, ma era la AT&T 3BNet proprietaria, non basata su TCP/IP (che arrivo l'anno dopo, più o meno):il tutto si riducev più o meno a ad avere tool simili a ftp, rcp, rsh.

1988

Nell'87 o '88 arriva il già citato Olivetti LSX 3020: all'epoca era un sogno, con ben 280 MB di disco e 8 MB di RAM, con 32 porte seriali. La scheda di espansione per le seconde 16 aveva più fili che integrati, e infatti si bloccava di tanto in tanto e occorreva spegnere la macchina.

All'epoca l'LSX3020 era deipd5 ed i terminali andarono prima in aula G e poi in aula Q.

1989

Matteo Frigo (athena) arrivò al DEI nell'autunno del 1989.

In quel tempo le risorse disponibili sembrerebbero essere state:

Si perdono le tracce di deipd2 e deipd3, ma probabilmente c'è una lacuna nelle fonti.

L'arrivo dell'LSX 3020 consentirà di passare il BBS su uno dei 400, deipd1 (l'altro gestiva l'aula R), che era infinitamente più potente di deipd4: 4 mega di RAM e 140 mega di disco.

Connettività: le news arrivavano via modem da Genova su deipd1. deipd5 teneva una copia delle news.

Email col l'esterno: non se ne parla nemmeno.

Damiano aveva la sua autorizzazione particolare a chiamare il centro di calcolo (ipdunivx) col modem e spedire email. Il centro di calcolo era connesso col resto del mondo via DECNET.

Ben presto si raccolse una discreta squadra di appassionati e le cose cominciarono a muoversi in fretta.

Luca ha effettivamente fatto "grafica" su un VT100 (ben 132x96 — si poteva fare di più, ma i pixel non sarebbero stati quadrati — usando i font programmabili). Però per ACE era scarso e così passò a un emulatore plotter HP: l'emulatore HPGL era stato realizzato da un altro (Torelli ???) e jake ne avevo fatto il porting su sabrina, assieme ad un po' di bug-fix (poca roba) e ad una specie di libreria in C che fornisse delle primitive un po' più ad alto livello (l'emulatore originale prevedeva solo l'uso di printf() & Co. con i comandi HPGL).

Sempre per ACE, un giorno jake era in ufficio di Mian (forse proprio per l'esame...) e, guardandosi in giro mentre il prof. era al telefono, notò un floppy disk dal titolo tipo "FIR IIR ELLIPTIC": erano i programmi in FORTRAN che all'epoca venivano usati sul VAX per progettare i filtri digitali. A questo punto disse a Mian (che aveva ovviamente riagganciato :-)): "Ma se ha qui i programmi, perché non li compiliamo direttamente su sabrina, che ha il FORTRAN 77, invece di farli usare sul VAX che è più lento, la gente non sa come usarlo, ecc. ?". Inutile dire che l'idea gli piacque, e il giorno dopo, per la gioia di tutti gli studenti (la par vera...) IIR, FIR & Co. macinavano numeri su sabrina.

Luca e Damiano avevano scritto un lock, tutto in shell, echo disabilitato, impossibile da interrompere (se non con un "kill -9"), con password chiesta all'attivazione... la prima versione aveva un bug incredibile: premendo tasti a caso, si riusciva ad ammazzarlo e non riuscivano a capire perché... un giorno, Damiano era a lezione e jake continuò a provare 'sto aggeggio finché non ho individuò il tasto incriminato: era colpa del Ctrl-I (o Tab, se preferite)! Non si sa perché, ma premerlo faceva uscire dallo script! E' bastato eliminarlo dalla variabile IFS e tutto divenne a prova di bomba. Non capirono mai perché... *in teoria* non doveva farlo... ("ma non deve farlo!", "si`, ma lo fa", "ma non dovrebbe!", "ma lo fa lo stesso", "ma porc...", "eh, sì...").

C'erano .profile micidiali. Le enterprise in ascii art si sprecavano, e c'era chi, giocando coi codici di controllo, aveva fatto degli effetti blackhole con il testo che si concentrava al centro dello schermo. Per non parlare della vecchia "birra", una *animazione* che si mandava in "cat" sul terminale e mostrava un boccale di birra con tanto di bollicine che salivano e schiuma che traboccava dal bicchiere. E' stata una delle prime "prede" catturate in Internet: non si è mai scoperto chi l'ha fatta e soprattutto *come* (ma è stata un'ottima palestra per scoprire i codici di escape dei VT100).

Jake aveva fatto in modo di avere l'ora in cima allo schermo, con tanto di nome dell'host e directory corrente: in fondo, ha solo anticipato un po' i tempi (l'IBM lo ha copiato con il prompt standard di OS/2 >:> ), e poi era solo questione di usare sapientemente i vari ESC 7 e ESC 8, ESC [ # m (# = 0 1 4 5 7), ESC [ R ; C H (R e C sono riga e colonna dello schermo), ecc. ecc. ecc. (dice lui, beninteso).

Un giorno, in una news del DEI qualcuno chiedeva, qualche codice VT100; jake rispose quasi subito elencando un certo numero di sequenze, al che Nembo rimase un tantino sconvolto: non riusciva a capacitarsi che avesse imparato a memoria tutta quella roba "strana" ... ("Un tantino? Ma ti sembra normale che uno sappia a memoria certa roba? Sono ancora sotto shock! (:eek:)")

Verso nov/dic 1989, Damiano dà a Matteo l'incarico di netnews (primo nella storia del DEI). Il suo compito era di leggere le news e concedere agli utenti l'autorizzazione a postare news. A quel tempo un utente non era autorizzato a postare news dovunque. Invece, uno doveva postare news su dei.prove chiedendo l'autorizzazione a postare. In altre parole, uno doveva dimostrare di essere abbastanza sveglio da poter postare su deipd.prove.

Questo è importante perché a quei tempi il programma postnews era uno shell script fetido, tutt'altro che facile da usare. Le news erano gestite da B-NEWS V 2.101, poi caduto in disuso e soppiantato da C-NEWS. Come lettori di news usavamo readnews (fetido, a la ed o edlin) e vnews (più furbo, full screen).

Come netnews Matteo aveva accesso all'utente netnews su deipd4 e deipd5 e non gli ci volle molto a trovare un .rhosts per entrare come netnews su deipd1 (da cui Damiano voleva tenerlo fuori).

Anche se non era possibile spedire mail fuori, si potevano spedire news. Per questo occorreva una autorizzazione particolare di netnews. Forse in questo periodo arriva anche la prima stazione grafica, una Sun 3/260 (68020, * MB RAM, ca. 340 MB HD, monitor B/W da 1600x1200), che in seguito ospiterà anche lei attività varie ed eventuali. Sono famosi i cagnetti di Escher e il Teschietto che Luca usava come cursore.

Bombi diventava matto (si fa per dire) quando lo vedeva... lo vedevano andar via con l'aria di pensare "ma quando mai ho avuto l'idea..."

La Sun3 era deipd7, mentre deipd8 (che a leggere le fonti piove letteralmente dal cielo) era un 386, con SCO sempre spento (da telnet non occorreva la password nemmeno per root).

Seconda parte

Gianozia Orientale: DscPinguinoIJCroniche1 (last edited 2009-05-27 15:34:41 by localhost)