Il pinguino alla ricerca del computer perduto

I bestioni

Server e macchine grosse, nel senso che per portarli al primo piano ci sono volute quattro persone per ogni macchina.

Olivetti LSX 3020

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Olivetti LSX 3020 - Università di Padova, D.E.I., Laboratorio di Informatica

L'Olivetti LSX 3020 arriva al DEI nel 1987 o nel 1988 e prende il nome di deipd5. Per l'epoca è un sogno: è un 68020 a 16Mhz, 340 MB di disco, 8 MB di RAM e 32 porte seriali. La scheda di espansione per le seconde 16 ha più fili che integrati, e infatti si blocca di tanto in tanto e occorre spegnere la macchina. Viene usato per le esercitazioni di Elaborazione Automatica delle Informazioni II. Alla fine del 1990, l'LSX 3020 passa al BBS degli studenti e cambia il suo nome da deipd5 ad alessia, grazie all'arrivo di Internet. Alla fine dell'estate 1990, fu creata una linea TCP/IP tra il centro di calcolo (ipdunivx) e il CINECA di Bologna, che era connesso in Internet. Si prevede che il centro di calcolo impieghi almeno sei mesi prima di configurare il software di internet correttamente, ma sulle macchine del DEI è già installato (in anticipo) il nameserver e sendmail. Vengono presi accordi con Antonio Blasco Bonito a Pisa, responsabile del dominio .it e il centro di calcolo viene bypassato, creando il dominio dei.unipd.it prima che unipd.it esistesse ufficialmente. Tecnicamente, basta rendere il name server di .it (gestito da Bonito) secondary nameserver di dei.unipd.it. Un host esterno che cerca di trovare l'indirizzo di *.dei.unipd.it interroga prima di tutto il name server di .it. Siccome trova direttamente la risposta, non prova ad interrogare il server (non esistente) di unipd.it. Software come telnet o ftp vengono ricompilati per l'LSX 3020 a partire dai programmi di BSD, perdendo giorni ad adattarli. Il sistema operativo (scritto da Olivetti) si chiama X/OS ed è una brutta copia di SunOS 3. (Il kernel contiene stringhe di copyright di Sun, che evidentemente Olivetti si è dimenticata di togliere.). L'implementazione di TCP dell'X/OS contiene un bug fatale. Il TTL (time to live) dei pacchetti è fissato a 16. Ciò significa che un pacchetto pu\` saltare al più 16 gateway prima di essere considerato vecchio e distrutto: alessia riesce ad arrivare fino al MIT, ma non a Berkeley. L'implementazione di TCP/IP del kernel di X/OS fu disassemblata e il TTL incrementato a 64. Per lungo tempo il dominio dei.unipd.it fu servito (alla perfezione) da un kernel taroccato, con un name server ed un mailer taroccato, e senza che il dominio padre unipd.it esistesse. L'LSX3020 è il primo news-server del DEI. Il baco più bello che ha manifestato è stato un match di "." con la wildcard "*". Dopo l'ennesima chiamata all'assistenza HW, ci si ritrova con la partizione /usr piena di roba da cancellare. Ecco la storia del baco:

# cd /usr
# rm -rf *
# cd ..
can't find ..
# cd ..
can't find ..
# cd /
# ls
# ls  

Il risultato del baco è stato un tale crash della macchina che non è riuscita nemmeno a partire da nastro. Dopo un power down (e alcune ore di angoscia pensando al fatto che si doveva spiegare di aver cancellato tutto), la macchina riparte tranqilla tranquilla facendo un FSCK nemmeno drammatico.

HP9000 (renata/cristina)

Università di Padova, D.E.I., Laboratorio di Informatica

Si tratta in realtà di due macchine, cristina e renata, entrambe due 68030 con HP-UX 8.0, una a 64 colori e l'altra in bianco e nero. Quella a colori è stata poi promossa a 68040. La disposizione delle macchine non è chiara: probabilmente quella in bianco e nero era diskless e client dell'altra oppure avevano programmi e home in comune. L'HP9000 (deipd6) più noto al DEI, usato per le esercitazioni di Elaborazione Automatica delle Informazioni II, arriva nel 1989 e alla fine dell'anno successivo prende il nome di sabrina. Nel 1992 sabrina passò al BBS degli studenti. La macchina viene istallata da nastro in due tentativi: il primo è infruttuoso perché l'HP-UX lascia sovrascrivere la partizione di root con lo swap. A novembre inizia a dare segni di squilibrio con crash ogni giorno per motivi tuttora ignoti. Viene persino messo un misuratore della tensione di rete del DEI per tentare di capire. Come modem ha due Hayes (originali) a 9600, talmente americani che è stato necessario rifare i cavetti perché quelli forniti erano fuori standard. Viene infine regalata al Dipartimento di Biologia.

Digital mVAX 2

Università di Padova, D.E.I., Laboratorio Immagini

Il VAX è l'architettura più generale che sia stata progettata. E' stato introdotto nel 1977 come estensione a 32 bit del PDP 11. Per inciso, è probabilmente la prima macchina di colore "beige computer". La macchina prevede 11 tipi di dati tra interi, float e stringhe, 10 modalità di indirizzamento, 3 tipi di chiamata a subroutine ed è in grado di fare il resume di un'istruzione dopo interrupt (tutte istruzioni molto ortogonali). Ma il tentativo di creare una macchina estremamente versatile sfocia in realtà in un computer eccessivamente complesso, con istruzioni che raggiungono la lunghezza di oltre 50 byte e richiedono fino a 12 accessi in memoria per essere eseguite. Ha avuto una grande popolarità, per la stabilità del VMS e perché è stata la macchina su cui è nato il BSD.

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