Opere e scritti di San Corofrasto
Opere
Tutte le opere a stampa di San Corofrasto sono conservate presso la Biblioteca dell'Abbazia di Sant'Ignucius a Santa Clara, che ne cura anche la periodica riedizione.
Croniche delle Genti di Stranotia, 1535
Usi e costumi dei paesi fermi, 1540
Vita di Scelliano, 1541
Croniche del regno di Teoduberto il Crudele, 1545
Croniche dei monaci emacsiti, 1547
Visioni di Sant'Ignutius, 1550
Religioni dei paesi fermi, 1553
Usi della Gianozia e della Stranozia e confronto coi paesi fermi, 1557
Vita di Geremia da Tomelle, 1562
Croniche del periodo della Reggenza, 1563
Autobiografia, 1566
Discorsi sull'amicizia e sull'amore delle genti e dei popoli, 1570
Felicità della Gianozia, 1575 (incompiuto, postumo)
Corrispondenza
Tutte le lettere private sono conservate presso la Biblioteca dell'Abbazia di Sant'Ignucius, tranne la corrispondenza personale con la regina Klarentia V e re Teoduberto XIV il Grande, conservate nell'Archivio Privato di Palazzo Reale. Sono tradizionalmente suddivise in:
- lettere a Klarentia V;
- lettere a Teoduberto XIV;
- lettere all'abate Scelliano;
- lettere a Geremia da Tomelle;
- lettere al padre e alla famiglia;
- altre lettere.
Il resto della corrispondenza è distribuita come segue:
- le lettere ufficiali alla regina Klarentia V per il periodo della Reggenza sono conservate all'Archivio di Stato nella sezione della regina Klarentia V, mentre quelle nel periodo successivo nell'Archivio di Palazzo Reale;
- le lettere ufficiali a re Teoduberto XIV sono tutte nell'Archivio di Stato nella sezione di re Teoduberto XIV, anche quelle del periodo della Reggenza;
- la corrispondenza diplomatica dalla Stranozia è in duplice copia, una nell'Archivio di Stato, nella sezione Missioni Interne di San Corofrasto, e l'altra all'Istituto di Cultura Stranoziana a Galatina;
- la corrispondenza diplomatica dall'estero e quella come ministro o cancelliere è tutta all'Archivio di Stato, rispettivamente nella sezione Missioni Estere di San Corofrasto e nella sezione di San Corofrasto, tranne alcune parti, tuttora coperte da segreto, che sono nella sezione Documenti Segreti di San Corofrasto; per quest'ultima sezione è in corso di discussione la proposta di togliere il segreto;
- la corrispondenza come Rettore dell'Abbazia di Sant'Ignutius col Rettore del Convento dei Vimiani a Galatina è conservata nell'Istituto di Cultura Stranoziana; la copia che era nella Biblioteca dell'Abbazia di Sant'Ignutius è andata persa nell'incendio del 1768;
- il resto è conservato presso la Biblioteca dell'Abbazia di Sant'Ignutius.
Altro
Oltre alle opere stampate, San Corofrasto ha lasciato anche una gran quantità di appunti, diari, manoscritti, tutti conservati presso la Biblioteca dell'Abbazia di Sant'Ignutius.
I diari sono stati stampati dalla Biblioteca dell'Abbazia di Sant'Ignutius fin da subito e sono tuttora ristampati periodicamente:
il Diario dell'Esilio, che copre il periodo dal 1513 al 1516 (da poco prima della fuga a Galatina alla rivolta della pasta bianca);
i cosiddetti Diari Stranoziani, che sono due raccolte completamente diverse:
il primo è la raccolta del materiale per lo studio sulla Stranozia, uno dei principali argomenti a cui Corofrasto si è dedicato;
- il secondo è il diario del periodo in cui Corofrasto è stato precettore di Teoduberto (1527-1535);
i Diari Esteri, i diari personali scritti durante le missioni all'estero;
i Diari Gianoziani.
Particolarmente noto è il Diario dell'Esilio, scritto dal giovanissimo Corofrasto e regalo tradizionale in tutta la Gianozia per la licenza elementare.
Esistono anche le trascrizioni dei discorsi di San Corofrasto, tra i quali il più famoso è sicuramente il Discorso sulla fratellanza di Gianozia e Stranozia, pronunciato nel cinquantesimo anniversario della rivolta della pasta bianca. I discorsi sono tradizionalmente conservati dall'Istituto di Cultura Stranoziana, che li ripubblica periodicamente.
