Qusur
Nel secolo precedente l'arrivo dell'Islam, la Siria era in una profonda crisi economica, che portava all'abbandono di città e villaggio. Con l'arrivo degli Omayadi c'è stata una sostanziale inversione di tendenza, derivante dai problemi e dalle politiche della dinastia regnante.
Ci sono molte evidenze letterarie che mostrano l'importanza che aveva l'agricoltura per gli Omayadi, già in passato. Mu'āwiyah e 'Abd al-Malik cercarono di ripopolare le aree costiere della Siria e di stabilire colonie nelle aree deserte, forse con popolazioni persiane. Stabilirono nuove guarnigioni sulla costa, con funzioni principalmente militari, ma con l'obbligo di coltivare l'area per la sussistenza. 'Uthmān ordinò di trasferire delle tribù arabe in territori che potessero coltivare, ma che fossero disabitati per non creare disordini. molti altri membri della famiglia fondarono città o insediamenti a vocazione agricola: Sulaymān a Ramla, Hishām, Maslaman b. 'Abd al-Malik.
Quest'attività non si ferma con l'avvento degli Abbassidi, i quali erano a Ḥumaymah quand'erano sotto gli Omayadi, un centro agricolo con sistemi di irrigazione. Quando la dinastia sale al potere, il centro viene preso da un ramo cadetto della famiglia e abbandonato non prima del IX secolo. Non solo la dinastia regnante aveva proprietà nell'area ai bordi del deserto.
I quṡur avevano varie funzioni ricreative e politiche, per intrattenere i capi delle tribù da cui dipendeva il potere militare. Ma in realtà molti erano principalmente centri agricoli basati sulla raccolta e la conservazione dell'acqua delle piogge stagionali. Sono comunque specifici del periodo Omayade, a indicare certe particolari caratteristiche del regime Omayade. Molti centri furono abbandonati dal IX secolo, ma alcuni sono stati usati fino al XIV secolo.
- Qaṡr al-Ḥayr al-Gharbī (D. Schlumberger): molti lavori di canalizzazione e agricoli furono fatti dagli Omayadi, non dai romani, a parte la diga, che però fu restaurata.
- Qaṡr al-Ḥayr al-Sharqī (O. Grabar): importante centro agricolo.
- Mafjar (Hamilton): sistema di irrigazione e attività agricola.
- Qasr Ḥallabāt (Ghazi Bisheh): sembra che non ci siano prove di un'agricoltura più che di sussistenza, però sembra che Hammām Sarāh (a 5 km) facesse parte dello steso centro, e quindi che l'area coltivata fosse più ampia.
La scala dello sviluppo agricolo è grande:
la struttura fiscale del califfato: fino agli Abbassidi non c'era un sistema centralizzato di raccolta delle imposte, ma il califfo doveva vivere principalmente con quello che otteneva dal territorio sotto il suo controllo diretto, non con quello che veniva dalle altre province, e quindi era interessato allo sviluppo agricolo della regione;
la dinastia Omayade era su base familiare, non personale: i vari membri della famiglia stabilivano le loro corti in aree dove potevano avere potere e influenza.
Perché si trovano nella steppa, coltivabile solo con grandi sforzi economici?
badiya: ma gli Omayadi non avevano un'origine beduina e il Califfo stesso non vive nel deserto;
caccia: sia per prestigio che per la carne fresca;
politica: posto per incontrare i capi delle tribù del deserto;
economia:
- le terre ai margini non andavano comprate e questo poteva compensare gli investimenti;
- le aree costiere erano ricche, ma vulnerabili alle incursioni;
mercato: una parte veniva consumata, ma il resto veniva venduto ai beduini, arricchiti dai sussidi governativi e dalle conquiste (sūq di Palmyra) e essere vicini al vero mercato era importante.
Si sa che furono costruiti da maestranze venute da lontano, ma non si sa di preciso se quelli che ci vivevano fossero abitanti dei villaggi o beduini sedentarizzati, invitati o costretti a coltivare le nuove terre.
