Aqaba - Aila - Eilat

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anno: circa 650

luogo: Giordania, parte Israele

committente: 'Uthmān ibn 'Affān

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Aqaba, VII secolo. Pianta. Da The Aqaba Project (The Oriental Institute of The University of Chicago).

Anello di congiunzione tra i forti bizantini (II-V secolo) e i qusur (VIII secolo). Il toponimo moderno (=collina) è usato dal XII secolo, il nome classico è Aila, nella Bibbia è Eilat, ancora conservato nella parte israeliana della città, un ex-accampamento egiziano conquistato nella guerra del 1948.

E' un importante porto commerciale e centro di smistamento delle merci orientali fin dai tempi dei Nabatei (V-VI secolo a.C.). Conquistata pacificamente nel 630 dagli islamici, continua il suo ruolo di città portuale: man mano che la linea di costa si interrava verso sud, la città si spostava verso sud. E' stata abbandonata in seguito al terremoto del 1067, quando metà città sprofondò. Non ci sono evidenze archeologiche successive e non si sa se è stata riabitata o rifondata nelle vicinanze. Si perde in questo periodo l'antico nome di Aila.

La zona è stata interessata dalle crociate. Re Baldovino I costruì una fortificazione ad Aila e sembra che sia andato ad occupare un'isola davanti ad Aqaba, dove c'è un castello che si riteneva Ayyubide, per avere il controllo del porto. Nel XV secolo è stata rifondata più a sud.

Si trova in una specie di territorio oasi, ricco di acqua, create da wadi araba, fiumi che scorrono sotterranei e collegano il mar Morto al mar Rosso, seguendo il confine Israele-Giordania. La parte islamica è stata fondata da Othman nel 650, fuori dalla cinta muraria bizantina. E' circondata da una serie di montagne.

Nella città bizantina è stata ritrovata la più antica basilica orientale (IV secolo), in mattoni crudi. Le mura bizantine sono in pietra al naturale e solo gli angoli sono definiti con pietra da taglio, forse per maestranze straniere. L'architetto del monastero di Santa Caterina proveniva da Aila, dove forse c'era una scuola di architettura.

Nelle fonti è indentificato come misr (e quindi sarebbe il più antico conosciuto). Non c'è ancora una pubblicazione di sintesi in cui vengono elaborati tutti i dati, solo studi preliminari. E' difficile capire l'impianto originale. All'interno della città sono stati scavati alcuni edifici. E' in cattivo stato di conservazione perché erosa dall'acqua. Documenta i cambiamenti subiti dai grossi centri all'indomani della conquista.

  1. Pianta rettangolare;
  2. cinta di mura scandite da torri aggettanti ad U, vuote con scopi difensivi; solo una parte conserva l'impianto originale;
  3. quattro porte in posizione assiale lungo le mura perimetrali, difese da due torri lasterali, come i qusur e i forti del limes bizantino;
  4. le porte non sono ad accesse diretto: c'è un vestibolo, con delle stanze e quindi la porta che immette nella città, per scopi difensivi;
  5. cardo e decumano che si incontrano in un tetrapilo.

Non c'è materiale di reimpiego, è tutto cavato, tagliato e preparato apposta. La pietra è chiara e scura (vulcanica). La crisi del periodo abbasside, dovuta allo spostamento del centro in Iraq e delle rotte nel golfo Persico, porta sempre di più al riuso del materiale. La crisi viene superata nel periodo fatimide (X secolo), quando l'Egitto diventa indipendente insieme al nord Africa, si ridisegnano le rotte commerciali e Aqaba viene recuperata come porto commerciale.

Moschea

Costruita nel periodo omayade, ampliata sotto gli Abbassidi.

  1. Rampa;
  2. pianta rettangolare;
  3. corte interna;
  4. porticato allungato;
  5. sala di preghiera larga con due navate parallele alla qibla;

Gianozia Orientale: DSCArcheologiaIslamCittaOmayyadiAqaba (last edited 2009-05-27 15:34:37 by localhost)