Archeologia e arte islamica
Non esiste una tradizione artistica araba (della penisola arabica) precedente la conquista. Da fonti archeologiche non c'è testimonianza di rilievo pre-islamica. Da fonti scritte:
- descrizione della Ka`ba: 607/8, la famiglia dei Quraish (quella del profeta) decide di ristrutturarla e si avvalgono di un etiope arrivato alla Mecca dopo un naufragio, che usa legno e pietra; non viene usata manodopera locale;
- poesia pre-islamica: disprezzo del lavoro manuale (beduini), che viene rivalutato dopo l'inizio dell'influenza sciita;
- consapevolezza dell'arte esterna alla cultura araba:
Lakhmidi (Iraq), arabi cristiani:
- semileggendario palazzo di al-Khawarnaq e Sadir;
- introduzione di elementi iraniani;
- la scrittura araba sembra sia stata creata nella loro capitale, al-Hirah;
Ghassanidi cristiani, in Siria e Giordania, vassalli bizantini.
Yemen: mondo di architetture e decorazioni semi-immaginari e idealizzati;
Tuttavia ci sono importanti influenze del mondo preislamico:
haram, area spesso molto grande, sacra e vietata se non a certe persone in certi momenti;
masjid come luogo di preghiera;
il simbolo della divinità è spesso coperto da una qubba (cupola).
Il contributo alla formazione dell'arte islamica da parte dei primi anni del Corano e dell'Islam si può riassumere in quattro punti:
Necessità di una nuova struttura pubblica, la moschea del venerdì. Non ci sono condizioni particolari stabilite dalla religione sulla forma del luogo sacro. Un tipico luogo di preghiera è il muṣalla, un luogo di preghiera qualsiasi, fuori dal centro abitato, definito dal tracciare una direzione. Anche masjid, in origine, indica un qualsiasi posto dove si prega, e indica una moschea solo quando viene specificato, come in masjid al-jami`.
La casa del profeta a Medina come "accidentale" prototipo di moschea.
- Aniconicità dell'arte islamica. Gli idoli vengono rifiutati, non in quanto rappresentazione, ma in quanto adorati. La tradizione iconoclasta, che parte da Bisanzio (VIII secolo), è successiva. Il rifiuto diventa opposizione alla rappresentazione di forme viventi, ma si manifesta principalmente nell'architettura e nelle arti (oggetti e libri) legati alla religione. La rappresentazione di oggetti animati sopravvive e si sviluppa in ambiente secolare.
La caligrafia come prima arte: sacralità della parola scritta.
Substrato artistico dell'Asia occidentale:
Influenza classica: la tradizione ellenistica fornisce il vocabolario formale, disponibile alla nuova cultura come una tradizione viva e dinamica, che fonde reinterpretazioni, nuovi esperimenti e stili antichi.
Bisanzio, principalmente Egitto, Siria e Nord Africa, Spagna. Rappresenta l'influenza della tradizione romana e cristiana, come per Gerusalemme o la tradizione copta.
Sassanidi: l'architettura imperiale per eccellenza.
- Altri: popolazioni semite in Siria e nell'alto Eufrate, Armenia, Georgia, India, Asia centrale, Cina
Indice
La Cupola della Roccia (691, Gerusalemme)
La Moschea del Profeta a Medina (624, 706-710)
La Moschea di Ibn Tulun al Cairo (870-879)
La Moschea di Qairawan (670, restaurata tre volte nel IX secolo, 817-838, 856-863)
Il palazzo degli Omayyadi ad Amman (725-759)
Qasr Kharane (710, Azraq, Giordania)
Qusayr `Amra (712-715, Azraq, Giordania)
Qasr al-Hayr al-Gharbi (724-727, Palmyra, Siria)
Qasr al-Hayr al-Sharki (728-729, Palmyra, Siria)
Khirbet al-Mafjar (736-747, IX sec., X sec., XII-XIV sec., 5 km da Gerico, Israele)
Qasr Mshatta (743-744, Amman, Giordania)
- Le città Omayyadi
Fort el-Lejjun (IV secolo, Giordania)
Jerash (III sec. a.C., islamica dal 630-650, fino al XIV sec.Giordania)
Aqaba - Aila - Eilat (circa 650, Giordania)
Anjar (VII secolo, Libano)
Ukhaydir (Iraq)
Baghdad (Iraq)
Raqqa - al-Rafika (Siria)
Samarra (Iraq)
- Le città Omayyadi

