La produzione della ceramica
La produzione della ceramica si divide in due grandi famiglie:
- quella usata per l'edilizia, strutturale o decorativa, come i laterizi, le piastrelle, i sanitari;
- quella usata come utensile o oggetto d'arredo, come i vasi, i piatti, i soprammobili.
Le fasi proprie della produzione sono tre:
- modellazione;
- decorazione;
- cottura.
A queste vanno aggiunte le fasi preparatorie:
- estrazione dell'argilla;
- preparazione dell'impasto.
A parte le fasi preparatorie, l'unica fase obbligatoria è la modellazione. Inoltre, a parte la modellazione che deve avvenire per prima, le altre fasi possono essere ripetute e avvenire in ordini diversi.
L'impasto
Gli impasti ceramici si dividono in tre categorie:
- gli impasti a base di caolino, il cui più noto è la porcellana, che una volta finite risultano di aspetto vetroso;
- le terre o argille rosse, di gran lunga le più diffuse, facili da lavorare, con colori variabili dal giallo, al rosa, al più tipico rosso mattone, fino al nero;
- le paste a base silicosa (terraglia bianca), più pregiate ma più dure e difficili da lavorare.
Nell'edilizia di solito si usano la porcellana (sanitari, piastrelle) o certi tipi di argille (laterizi, piastrelle, conche). Per gli oggetti si usano tutti i tipi di materiali.
La produzione con impasti a base silicosa è relativamente recente ed è tradizionalmente collegata a tentativi di imitazione della porcellana. Attualmente le terraglie bianche hanno anche una parte di caolino, che consente di ottenere oggetti più sottili e lucidi, ma questa è un'innovazione del periodo moderno.
E' da tenere presente che il tipo di ceramica prodotta da una zona è strettamente collegata al tipo di materiale disponibile in quella zona. E' per questo motivo che la porcellana è una produzione cinese (fino al XIX secolo): l'ingrediente fondamentale della porcellana è il caolino, che è presente in grande quantità nelle cave cinesi, mente è quasi assente nel bacino del Mediterraneo.
L'argilla è una materiale alluvionale, che non si trova puro in natura. Viene estratto da cave a cielo aperto e a seconda della zona ha colori diversi, che sono dati dalle percentuali diverse dei metalli (soprattutto ossido di ferro e alluminio) che contiene.
Una volta estratta, devono essere eliminate le parti organiche, tramite stagionatura, poi dev'essere lavata e depurata. A questo punto, a seconda del tipo e della lavorazione, può essere o no mescolata ad altri materiali.
I materiali con cui viene mescolata servono:
- ad aumentare la plasticità;
- ad abbassare il punto di fusione;
- ad ottenere degli effetti o dei colori particolari.
Di solito i materiali che si usano sono sabbia o ossidi di metalli, ma anche altre argille.
Il caso del caolino da porcellana è particolare. Il caolino ha un colore bianco-giallastro, tanto più pregiato quanto più è bianco. Consente di avere oggetti molto sottili e traslucidi (pelle d'uovo): maggiore trasparenza e sottigliezza sono indici di maggior pregio. Queste qualità sono tanto maggiori quanto maggiore è la quantità di caolino usato nell'oggetto. Tuttavia, non è possibile utilizzare il caolino puro, perché è poco plastico e fonde a temperature molto elevate, pertanto nella porcellana viene mescolato ad argille, sabbia e a feldspato per abbassare il punto di fusione.
L'abilità dell'artigiano e il pregio dell'oggetto sono quindi in primo luogo l'abilità nel saper preparare l'impasto, ma anche nel saperlo lavorare in modo da usare impasti di maggiore qualità.
